Italian Sounding

ITALIAN SOUNDING e tutela dell’agroalimentare made in Italy

ITALIAN SOUNDING e tutela dell’agroalimentare made in Italy

I prodotti alimentari made in Italy rappresentano un tassello fondamentale della nostra economia e contribuiscono in modo considerevole al flusso delle esportazioni nazionali. Tuttavia, nei supermercati di tutto il mondo, per ogni prodotto autenticamente italiano ne esistono diversi che contrabbandano false origini, andando a sfruttare immagini, denominazioni e marche che “suonano” come italiane.

 

Il fenomeno in esame si chiama Italian Sounding e consiste nel dare un’immagine italiana ad un prodotto agroalimentare di qualità che in realtà non è italiano; da un punto di vista pratico, si realizza tramite l’utilizzo, sulle confezioni di beni prodotti all’estero, di parole italiane, immagini (come ad esempio il Colosseo, la Torre di Pisa etc…), colori ed espressioni fuorvianti  che richiamano in modo palese la provenienza italiana di un prodotto; in tal modo, i consumatori esteri vengono indotti in errore circa l’origine di tali prodotti. Questi comportamenti sono spesso considerati leciti nei Paesi esteri interessati dal fenomeno, (come gli Stati Uniti) e, pertanto, sono difficilmente perseguibili e sanzionabili legalmente. A rafforzare la decettività dei messaggi, spesso le etichette vengono caratterizzate da un richiamo geografico a noti luoghi italiani, accompagnandolo, nella parte descrittiva, ad espressioni quali “genere”, “stile..”, “secondo la tradizione..”, “secondo la ricetta tipica..”.

Italian Sounding

Da un punto di vista giuridico, l’ Italian Sounding si differenzia dalla contraffazione; quest’ultima, infatti,  riguarda prevalentemente illeciti relativi alla violazione del marchio registrato, delle denominazioni di origine (DOP, IGP, ecc.), del logo, del design, del copyright, fino ad arrivare alla contraffazione del prodotto stesso, con implicazioni di carattere produttivo e notevoli difficoltà nella tracciabilità della filiera che determinano conseguenze gravi legate all’uso di ingredienti nocivi per la salute ovvero al ricorso di procedure di produzione e/o conservazione non idonee. Se la contraffazione può essere legalmente impugnabile e sanzionabile, la stessa cosa non vale per l’ Italian Sounding; quest’ultimo, a differenza della contraffazione, si sostanzia pertanto in un fenomeno meramente evocativo, in un richiamo alla presunta italianità del prodotto che non trova fondamento nel prodotto stesso e che induce il consumatore ad associare erroneamente il prodotto locale a quello autentico italiano. I prodotti italiani più colpiti sono: formaggi, in particolare quelli tipici, pasta, alimentare e fresca, sughi per pasta, pomodori pelati e conserve di pomodori, olio d’oliva, aceti, salumi e affettati, vino, aceto balsamico, pizze surgelate fino alla polenta. Tra i più famosi esempi di Italian Sounding abbiamo Parmesan, che imita il Parmigiano Reggiano, Mozarella, che viene falsamente veicolata come mozzarella di bufala, Salsa Pomarola, venduta in argentina, Zottarella prodotta in Germania, e Spagheroni olandesi.

 

Un punto fondamentale nella lotta al fenomeno dell’ Italian Sounding è stato ottenuto in UE quando, nel dicembre 2014, è divenuto applicabile il nuovo Regolamento UE 1169/2011 sull’informazione al consumatore, grazie al quale è possibile implementare una più efficace azione di contrasto.  La normativa stabilisce che l’indicazione d’origine dell’alimento debba essere obbligatoriamente apposta in etichetta nel caso in cui “l’omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore in merito al paese d’origine o al luogo di provenienza reali dell’alimento, in particolare se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l’alimento abbia un differente paese d’origine o luogo di provenienza“.

In Italia, per combattere il fenomeno dell’Italian Sounding, Federalimentare è stata direttamente impegnata su numerosi tavoli di lavoro e ha preso parte a molteplici iniziative in stretto coordinamento con Ministeri, Istituzioni, ed Enti pubblici e privati. In diverse occasioni Federalimentare ha presentato una proposta articolata in 4 punti sostanziali:

  • potenziamento degli strumenti normativi e costituzione di una rete di studi legali di riferimento a carico dell’Amministrazione Pubblica;
  • inserimento di clausole a tutela dei prodotti (quali, ad esempio, marchi, Denominazioni di Origine e Indicazioni Geografiche) all’interno degli accordi bilaterali di libero scambio, nonché clausole che vietino l’evocazione;
  • potenziamento della partecipazione a manifestazioni fieristiche e rafforzamento delle relazioni con i principali attori della GDO al fine di garantire l’ingresso e la permanenza sui mercati esteri di prodotti autenticamente italiani;
  • realizzazione di campagne di informazione e comunicazione, nonché eventi divulgativi finalizzati a promuovere il vero valore del prodotto “realmente” made in Italy ed incrementare la tutela del consumatore finale.
Italian Sounding

Sempre in Italia, un’altra iniziativa importante nell’ambito del contrasto al fenomeno è  l’App Authentico che, tramite la scansione del codice a barre presente sulla confezione, permette di sapere istantaneamente se il prodotto è autentico Made in Italy o se si tratta di una banale imitazione. Questo strumento, completamente gratuito, fornisce inoltre informazioni sulla provenienza, il  produttore, i punti vendita e, nel caso di un falso Made in Italy, consente di inviare un’opportuna segnalazione agli altri utenti al fine di evitare il reiterarsi dell’inganno.

 

 

Tutelare l’italianità richiede pertanto una politica di ampie vedute che valorizzi le risorse e la capacità attrattiva del nostro Paese e promuova un approccio sinergico basato su collaborazioni strette e operative tra istituzioni pubbliche, mondo associazionistico e soggetti privati. Come Federalimentare, infatti, anche il resto delle autorità di controllo come delle associazioni dei consumatori hanno il diritto e il dovere di impegnarsi in adeguate iniziative volte a veicolare i pregi dell’italianità agroalimentare e riducendo, in tal modo, la distorsione del concetto di “prodotto italiano” e di “cucina italiana”, contrastando la conseguente perdita di immagine della nostra cultura eno-gastronomica nel modo.

 

Fabiano DE LEONARDIS

Intellectual Property Unit

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Startup Ally – Club deal ed equity crowdfunding

Startup Ally, alleanza tra cinque realtà di consulenza societaria, legale ed economica rivolta alle start up ed agli imprenditori impegnati in progetti di impresa innovativa, è lieta di invitarti al secondo appuntamento del ciclo di incontri dedicati a temi di grande interesse per il mondo delle startup: contributi pubblici e agevolazioni fiscali, work for equity, equity crowdfunding e club deal.

L’incontro, gratuito e seguito da un light lunch per conoscerci meglio, si terrà a partire il 15 Novembre in Via dell’Annunciata 21, Milano.

Scarica qui l’invito all’evento e iscriviti mandando una mail a: hello@startupally.co

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PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI (PAT)

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI
(PAT)

Vengono definiti PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) i prodotti agroalimentari caratteristici di un territorio e che, alla luce di una produzione tradizionale locale, consolidata e costante, meritano di trovare una valorizzazione sul mercato. Parliamo di produzioni di nicchia, riguardanti aree geografiche limitate, caratterizzate da un’offerta tendenzialmente stagionale e che non hanno una forza tale da entrare nei circuiti della grande distribuzione.

 

I PAT  vengono istituiti ai sensi dell’ art. 8, comma 1 del D.lgs n.173 del 1998, il quale sancisce l’importanza della valorizzazione del patrimonio gastronomico ed introduce la nozione di prodotto tradizionale quale tipologia di prodotto destinato alla dieta umana e strettamente condizionato da fattori come la tradizione, il territorio, le materie prime e le tecniche di produzione; la denominazione PAT, in altri termini, offre al consumatore garanzie in termini di tipicità del prodotto, legandone la produzione e lavorazione alle specifiche metodiche tradizionali. Nel 1999, il MiPAAF, con il DM n.350 del 08/09/99 ha emanato il Regolamento recante le norme per l’individuazione dei prodotti agroalimentari tradizionali di cui all’art.8 del D.lgs n.173 del 1998 e ha delegato alle regioni il compito di istituire appositi elenchi regionali, limitandosi, pertanto, ad un’attività di solo controllo (mediante l’istituzione di un apposito elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali e aggiornato annualmente con il contributo delle regioni).

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Requisito fondamentale per un prodotto al fine di essere riconosciuto come Prodotto Agroalimentare tradizionale (PAT) è quella di essere ottenuto “ con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni ”.

 

Comune a livello nazionale, è la suddivisione dei prodotti agroalimentari tradizionali nei seguenti settori:

  • Bevande analcoliche, distillati e liquori
  • Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni
  • Condimenti
  • Formaggi
  • Grassi (burro, margarina e oli)
  • Paste fresche e prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria e confetteria
  • Piatti composti

Per ciascun prodotto tradizionale viene compilata una scheda identificativa con i seguenti elementi:

  • categoria;
  • nome del prodotto, compresi sinonimi e termini dialettali;
  • territorio interessato alla produzione;
  • descrizione sintetica del prodotto;
  • descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura;
  • materiali, attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e il condizionamento;
  • descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura;
  • elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni.
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La richiesta di riconoscimento di un prodotto come tradizionale e il relativo inserimento nell’elenco regionale, può essere inoltrata da enti pubblici e privati, purché corredata da apposita documentazione storica e tecnica.

 

Per quanto concerne la registrazione, il Decreto Ministeriale 18 luglio 2000 intitolato “ Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali ” in base al dettato dell’art. 5 stabilisce che “ il nome di ciascun prodotto, il suo eventuale sinonimo o termine dialettale non può costituire oggetto di deposito o di richiesta di registrazione, ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale sulla proprietà intellettuale e industriale, a decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ”.  Rimane, tuttavia, da chiarire la gestione di eventuali marchi che contraddistinguono prodotti inseriti negli appositi elenchi regionali ma che sono stati oggetto di regolare registrazione prima della pubblicazione del Decreto Ministeriale in questione.

 

La legislazione inerente i prodotti agroalimentari tradizionali non deve essere confusa con quella inerente la tutela delle varie specialità gastronomiche che  rientrano sotto le produzioni DOP e IGP. Il regolamento comunitario sulle denominazioni d’origine (Reg. CEE del Consiglio 2081/92 del 14/.07.92), infatti, rimane sempre il principale quadro giuridico di riferimento  per la valorizzazione dei grandi prodotti tipici italiani e per tutte le iniziative di espansione e promozione delle produzioni agroalimentari mediterranee. La normativa sui PAT, invece, va a tutelare quel complesso e variegato mondo di produzioni tradizionali caratterizzate da elementi difficilmente assoggettabili ai parametri comunitari, frutto del lavoro di micro filiere di piccola dimensione e il cui processo produttivo non consente di riunire i produttori in veri e propri consorzi. Alla luce di quanto appena esposto, quindi, i prodotti tutelati come DOP e IGP non vanno inseriti nei vari elenchi regionali PAT e qualora un prodotto venga registrato come tale successivamente al suo inserimento nell’elenco i questione, verrà da quest’ultimo depennato.

 

Fabiano DE LEONARDIS

Intellectual Property Unit

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iDistributedPV

#iDistributedPV deliverable “D2.1. The most promising distributed solar PV solutions” is now available for download at the iDistributedPV website (www.idistributedpv.eu) library. It describes eight promising prosumer solutions in Europe (homeowner, company as investor, contractor concept, municipal buildings, controllable load, multi-family house, community storage, virtual power plant) and proposes technical designs for the solutions, which will be analyzed in detail in the course of the project.

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Startup Ally – Finanziamenti e Agevolazioni fiscali

Startup Ally, alleanza tra cinque realtà di consulenza societaria, legale ed economica rivolta alle start up ed agli imprenditori impegnati in progetti di impresa innovativa, è lieta di invitarti a un ciclo di incontri dedicati a temi di grande interesse per il mondo delle startup.

Gli incontri, gratuiti e seguiti da un light lunch per conoscerci meglio, si terranno a partire dal 22 maggio.

Scarica l’invito e iscriviti!

RSVP:
hello@startupally.co

Startup Ally
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Civic Crowdfunding e patti di collaborazione con la pubblica amministrazione

CIVIC CROWDFUNDING e PATTI di COLLABORAZIONE
con la PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Venerdì 13 aprile ore 17.30 – VILLA OLIMPIA, Verbania Pallanza – ENTRATA LIBERA e GRATUITA

Novareckon Srl e Crowdchicken Srl, start up innovativa volta all’implementazione di servizi e strumenti di fundraising online e di comunicazione digitale per la promozione della cultura della donazione, presenteranno il Progetto PARTECIPO: cittadinanza attiva, civic crowdfunding e gestione partecipata dei beni comuni urbani.

Il tema dell’incontro si svilupperà nella prospettiva dell’art. 118, comma4, della Costituzione italiana: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa di cittadini signoli e associati per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Alla base dell’iniziativa c’è la volontà di proporre la visione di un’amministrazione condivisa e partecipata basata sulla trasparenza, sul coinvolgimento della comunità locale nei processi decisionali, sul recupero di un senso identitario e di appartenenza dell’individuo alla cosa pubblica.

Clicca qui per vedere la locandina dell’evento.

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Industria 4.0: requisiti, responsabilità, controlli

Industria 4.0: requisiti, responsabilità, controlli

CONVEGNO

Industria 4.0: requisiti, responsabilità, controlli

Borgomanero, giovedì 12 aprile 2018

Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, grazie alla collaborazione di importanti attori pubblici e privati, organizza un convegno dal titolo: “Industria 4.0: requisiti, responsabilità, controlli”. L’evento è pensato come un momento di confronto sul Piano 4.0, con focus sui requisiti per accedere alle diverse misure agevolative contenute nel piano stesso, che se non adeguatamente compresi possono rappresentare un rischio per l’imprenditore.

In particolar modo, il contributo che porterà Novareckon al convegno avrà come tema il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

Clicca qui per scaricare il volantino con il programma completo dell’evento e il modulo di adesione da compilare.

InNovaRe - Novareckon

Centro di competenze InNovaRe

Centro di competenze InNovaRe

inNovāRē è il centro di competenze che nasce dalla collaborazione di Città Studi con Digital Media Industries e con altre rilevanti realtà al livello nazionale e si pone sul territorio come interlocutore privilegiato e mediatore culturale tra bisogno delle imprese e offerta di innovazione e competenza.

Le società di servizi e i professionisti di talento, che offrono innovazione, trovano in inNovāRē un interlocutore attivo ed una guida verso il mercato.

Novareckon è una delle aziende che fa parte del centro di competenze, credendo nella visione di inNovāRē che innanzitutto l’innovazione e i processi di innovazione siano necessari per il futuro delle aziende e che il territorio sia fondamentale nel guidare questi processi.

Sotto trovate il video di presentazione dell’evento di lancio di inNovāRē, che si è tenuto il 30 Ottobre 2017 presso l’Auditorium di Città Studi Biella.

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